Questa recensione fa parte di Cordelia di febbraio 25
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L’ironia è la scelta stilistica preponderante nella drammaturgia degli spettacoli autobiografici di Cristiana Morganti, storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, che prendendo le mosse da lì si mostra al mondo con spiazzante intimità. Come era accaduto già in Moving with Pina (2010) e Jessica and me (2104), pezzi fondamentali del percorso di Morganti “dopo Pina”, l’interazione col pubblico e la negazione della sua aspettativa, fa della performance qualcosa che va al di là del puro mostrarsi, assimilabile più a un estratto del suo diario personale. Ancor più che in passato c’è il desiderio di interrompere la fluidità della danza: interessante l’intervento dei video di Connie Prantera in cui Morganti risulta quasi grottesca mentre affronta scene di vita quotidiana cercando di non annegare nella disperazione per la malattia dei genitori, il divorzio e le nuove condizioni lavorative imposte dalla pandemia ai danzatori. Mai come questa volta il corpo, di cui ha fatto manifesto, ci appare più onesto. E in questa sua capacità falsaria, nell’ottica di un genere teatrale che dice e poi nega, che mescola la verità e l’invenzione, noi siamo la chiave di tutto. Il pubblico osannato e deriso, vantato e deluso, siamo noi a cui non si vuole più obbedire. I rumori disturbanti, la lunghezza prolungata delle scene, lo sfondamento continuo del limite del proscenio, la rabbia urlata, la conversazione diretta, sono tutti elementi stilistici che sembrano concorrere a distrarci dalla mitologia del Tanztheater. Ma questa intenzione viene puntualmente contraddetta dalla bellezza gestuale di Morganti e della sua coreografia in cui ci sembra sempre di ritrovare un’emozione antica che risale come un’onda alla nostra riva. Insieme alla performer ci sentiamo fragili e potenti, ricchi e annientati, siamo in continua mutazione. Behind the Light, presentato post-pandemia, risuona senza fatica in questo nuovo periodo storico oscuro in cui è necessario tenere sempre una luce accesa.
Visto all’Arena del Sole coreografia, drammaturgia e interpretazione Cristiana Morganti
regia Cristiana Morganti e Gloria Paris disegno luci Laurent P. Berger creazione video Connie Prantera assistente di prova Elena Copelli datore luci Matteo Mattioli audio/video Giovanni Ghezzi produzione esecutiva Lisa Cantini ufficio stampa e comunicazione Elisa Sirianni produzione Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale in coproduzione con Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, Théâtre de la Ville – Paris, MA scène nationale-Pays de Montbéliard con il sostegno di Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento si ringraziano Ministero della Cultura e della Scienza dello stato della Westfalia del Nord (Germania), Peter Kowald Gesellschaft / ORT e.V. Wuppertal e Francesca Della Monica distribuzione per l’Italia Roberta Righi international management Aldo Grompone. Foto di Ilaria Costanzo. Nell’ambito di CARNE focus di drammaturgia fisica